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Colliri per occhi secchi: come scegliere quello giusto e quando usarlo
Perché la secchezza oculare è sempre più diffusa
La secchezza oculare è un disturbo in costante aumento, strettamente legato ai cambiamenti dello stile di vita moderno: l’uso prolungato di computer, smartphone e tablet riduce la frequenza dell’ammiccamento, un meccanismo fondamentale per mantenere stabile e funzionale il film lacrimale.
Quando si sbattono meno le palpebre, la superficie oculare rimane esposta più a lungo all’aria, favorendo l’evaporazione delle lacrime. Se a questo si aggiunge il trascorrere molto tempo in ambienti chiusi con aria condizionata o riscaldamento intenso, scarsa umidità, fumo e illuminazione non adeguata, si stressa l’occhio e si accentua la sensazione di secchezza.
Cos’è la secchezza oculare e come riconoscerla
La secchezza oculare è una vera e propria condizione patologica legata a un’alterazione del film lacrimale, che può derivare da una produzione insufficiente di lacrime oppure da una loro eccessiva evaporazione. I sintomi più comuni includono bruciore, prurito, arrossamento, sensazione di corpo estraneo negli occhi e affaticamento visivo: quando trascurata, questa condizione può compromettere il comfort visivo quotidiano e la qualità della visione.
Tipologie di colliri per occhi secchi
I colliri per occhi secchi, rappresentano il principale supporto per alleviare i sintomi discussi fin qui, e ne esistono formulazioni diverse, studiate per rispondere a esigenze specifiche.
I più comuni sono i colliri lubrificanti senza conservanti, indicati per un uso frequente e prolungato, poiché aiutano a ristabilire l’equilibrio del film lacrimale senza irritare l’occhio. Alcuni contengono acido ialuronico, una sostanza capace di trattenere l’acqua e prolungare l’idratazione della superficie oculare.
Altri prodotti includono soluzioni isotoniche o a base di acqua di mare depurata, utili per detergere delicatamente l’occhio e ridurre la sensazione di affaticamento, mentre le formulazioni in gel, più viscose, sono spesso consigliate per l’uso notturno, quando la produzione lacrimale diminuisce naturalmente.
È importante evitare colliri contenenti antibiotici, cortisonici o vasocostrittori senza prescrizione medica, poiché non sono indicati per la semplice secchezza oculare.
Quando e come utilizzare correttamente i colliri
I colliri per occhi secchi possono essere utilizzati al bisogno o secondo indicazioni specifiche, in base all’intensità dei sintomi.
Sono particolarmente utili dopo un’esposizione prolungata agli schermi, in ambienti secchi o in presenza di vento, sole e agenti irritanti e, per un corretto utilizzo, è fondamentale lavare le mani prima dell’applicazione, evitare il contatto del contagocce con l’occhio e rispettare i dosaggi consigliati.
Durante il lavoro al computer è utile associare l’uso del collirio a buone abitudini per la salute oculare, come fare pause regolari, mantenere una distanza adeguata dallo schermo e posizionarlo all’altezza dello sguardo.
Ricordiamo che un uso eccessivo e non controllato delle lacrime artificiali con conservanti, invece, può provocare un peggioramento del rossore oculare.
Quando rivolgersi allo specialista
Il consulto con un oculista è consigliato quando i sintomi persistono nonostante l’uso corretto dei colliri o quando compaiono dolore, secrezioni anomale o calo della capacità visiva. Anche chi utilizza lenti a contatto o soffre di patologie croniche dovrebbe richiedere una valutazione specialistica. Il medico potrà identificare la causa della secchezza oculare e indicare il trattamento più appropriato, personalizzando la scelta del collirio e suggerendo eventuali terapie complementari.
Se vuoi saperne di più su come trattare la secchezza oculare, contattaci. I nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.